Uno dei tanti privilegi di questa mia vita “africana” è avere la possibilità di conoscere
continuamente un sacco di gente. È una cosa che mi è sempre piaciuta. E qui mi capita di continuo. Il contesto sicuramente lo favorisce: anche solo per il fatto di essere “una mosca bianca”, le persone mi fermano per la strada e si mettono a parlare. Per lo più lo fanno per vendermi delle cose, ma ogni tanto semplicemente per curiosità (siamo noi ad avere paura del diverso, non i diversi da noi!).
Ma non è solo questo: in questa atmosfera ci deve essere qualcosa che permette per esempio che dall’Italia arrivino due perfetti sconosciuti e che nel giro di qualche giorno diventino cari amici. O forse è solo merito, in questo caso, dei soggetti in questione: Dario e Stefano, un duo perfetto, uno più timido, l’altro più espansivo, uno che sa bene il francese, l’altro che ha esperienza di viaggi; uno consigliere comunale e storico dell'arte, l'altro infermiere-colonnello di pronto soccorso; entrambi simpaticissimi, brillanti e stra-disponibili a farsi accogliere in questa casa di matti, in un Paese alieno.
Da Vinovo, una cittadina piemont
ese che finanzia alcuni progetti della Communauté, ci avevano chiesto di ospitare questi due baldi giovani, di cui non sapevamo alcunché, nemmeno il motivo preciso della loro visita (turismo, volontariato, curiosità?). Ci siamo trovati subito in sintonia e abbiamo passato insieme due settimane, molto piacevoli (credo – e spero – anche per loro).
Abbiamo cercato di accompagnarli in giro per questo nostro mondo di scorci suggestivi – certo – e spiagge assolate e mercati pittoreschi; ma anche di quartieri precari, di progetti testardi, di bambini scalzi, di questuanti assillanti, di personaggi folkloristici, di situazioni assurde, di corruzione, di formiche carnivore, di acqua che manca, di immondizia in giro… Nell’insieme sembra che gli sia piaciuto e anche a me è piaciuto molto condividere tutto ciò. (Il che mi fa anche pensare che sarebbe stupendo riuscire a far decollare il progetto di turismo responsabile che qui è rimasto in fase embrionale: vuoi una vacanza alternativa tipo Iso
la dei Famosi ma senza Vip siliconati? Vieni nella Casa del Piccolo Cooperante!).

Ma non è solo questo: in questa atmosfera ci deve essere qualcosa che permette per esempio che dall’Italia arrivino due perfetti sconosciuti e che nel giro di qualche giorno diventino cari amici. O forse è solo merito, in questo caso, dei soggetti in questione: Dario e Stefano, un duo perfetto, uno più timido, l’altro più espansivo, uno che sa bene il francese, l’altro che ha esperienza di viaggi; uno consigliere comunale e storico dell'arte, l'altro infermiere-colonnello di pronto soccorso; entrambi simpaticissimi, brillanti e stra-disponibili a farsi accogliere in questa casa di matti, in un Paese alieno.
Da Vinovo, una cittadina piemont
Abbiamo cercato di accompagnarli in giro per questo nostro mondo di scorci suggestivi – certo – e spiagge assolate e mercati pittoreschi; ma anche di quartieri precari, di progetti testardi, di bambini scalzi, di questuanti assillanti, di personaggi folkloristici, di situazioni assurde, di corruzione, di formiche carnivore, di acqua che manca, di immondizia in giro… Nell’insieme sembra che gli sia piaciuto e anche a me è piaciuto molto condividere tutto ciò. (Il che mi fa anche pensare che sarebbe stupendo riuscire a far decollare il progetto di turismo responsabile che qui è rimasto in fase embrionale: vuoi una vacanza alternativa tipo Iso
Prima ho usato l’espressione “cari amici”: con questo non voglio essere retorica; i “grandi amici” sono quelli che conosci da anni, con cui hai diviso fasi cruciali della vita e con cui ti scambi spalle su cui piangere nei momenti critici; i “cari amici” sono quelli con cui ti sei incrociata e sei stata molto bene e quando li hai salutati ti è dispiaciuto, e anche quando non li incroci più (spero comunque che non sia questo il caso), li ricorderai sempre con grande affetto e simpatia.
Il giorno della loro partenza Marysol ha infatti avuto la geniale idea di dare una festa (come sapete ha grande esperienza in materia in quanto ne organizza settimanalmente per pupazzi e amichette). Tema: gli arrivi (perché giustamente si festeggiava il fatto che fossero arrivati, più che stessero partendo) e animali (nel senso che ci si doveva mascherare). Il che ha fatto diventare l’evento una… “festa bestiale”!
Il programma della serata (che più che una serata era un tardo pomeriggio, visto che dovevano lasciare Bassam alle 23.00… per cui io ho iniziato a mescere Pastis alle 4 del pomeriggio…) prevedeva: preparazione paté di tonno (inconfondibile tache di Caio), confezionamento maschere (Lina, io, Mary e Nucci), presentazione e animazione (Mary e Stefano), sfida tra me e Caio a chi riesce a farsi stare più chipsie in bocca (ho perso con un dignitosissimo 35 a 57), gara di Limbo (abbiamo registrato una vertebra fratturata, quella di Leo al suo primo tentativo e l’inequivocabile vittoria di Lina, se non altro per l’eleganza del suo stile che tradisce un passato da ballerina), danze sfrenate (qui a dare il meglio di sé è stato Stefano [tutto ciò, presto su youtube!]), …
Secondo voi qual era la maschera più bella?
Ciao dario! Ciao Stefano! (non ero sicura di essere riuscita a salutarli, alla festa)
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RispondiEliminaHahahaha! La Nucci, senza ombra di dubbio: con quella barbetta e le corna, è davvero impareggiabile!!!
RispondiEliminaEntro la fine di Novembre arriverò all' aeroporto di Abijan e penso di trovare un'alloggio a Grand Bassam,qualsiasi suggerimento sarà molto gradito.
RispondiEliminaGrazie in anticipo,
Giovanni
Per Giuranin
RispondiEliminaDipende da quanto ti fermi, quanto vuoi spendere e che cosa vuoi fare...
Scrivimi sulla mail (franceschina72@hotmail.con) e ti dò i dettagli! (da noi ci sarebbe anche un albergo equo e solidale...)